Vincitori 2021

La Giuria ufficiale, composta da Tahar Chickhaoui, Nadia Harek e Vanessa Lanari, ha decretato i film vincitori della 40esima edizione del Festival di Cinema Africano:

  • per la Sezione PANORAMAFRICA Miglior lungometraggio in concorso, il film vincitore è:

YOU WILL DIE AT TWENTY

Per la straordinaria capacità di raccontare le costrizioni e i vincoli che il giovane protagonista è costretto a vivere in una società rassegnata e immutabile e la eccezionale padronanza delle immagini che scandiscono il racconto il premio della giuria va a: You will die at Twenty di Amjad Abu Alala.

La Giuria ha deciso per una menzione speciale: IT’S NOT A BURIAL, IT’S A RESURRECTION

Per il potente e silenzioso grido di protesta lanciato alle generazioni successive, a cui prestare attenzione prima che sia troppo tardi, per le ingiustizie sociali effettuate troppo spesso in nome del progresso, la menzione speciale va a il lungometraggio It’s not a burial, it’s a resurrection di Lemohang Jeremiah Mosese.

  • per la Sezione AFRICASHORT Miglior cortometraggio: DOAH

Per la forza delle due protagoniste nel ribellarsi ad un sistema che crea un gioco di esclusioni senza fine e la capacità di decostruire i pregiudizi di una società patriarcale, il premio va a  Doah di Farzad Samsami.

  • PREMIO STUDENTI DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA

Il film vincitore è il cortometraggio LE BAIN

Con maestria cinematografica, il cortometraggio alterna scene parlate alle sole inquadrature fotografiche, dichiarando forte e chiaro il significativo ruolo del silenzio. Se le parole, infatti, spesso manifestano necessità altrui, la riservatezza del protagonista compete a un campo più intimo, poco accessibile con il semplice suono della voce. I tentativi di dialogo, se non corti o inconcludenti, acuiscono la rabbia repressa, il senso di inadeguatezza e il disagio che crescono in lui.

Il tutto è abilmente amplificato dall’espressività gestuale e facciale degli attori nonché da specifici effetti: flash back e crisi allucinatorie interrompono la linearità della trama suggerendo spunti per comprenderne sempre maggiori dettagli.

Il punto di vista scelto tradisce l’innaturale fermezza autoritaria che il protagonista per primo si autoimpone per poter vivere serenamente una quotidianità che sembra non appartenergli. L’abbraccio finale ermetico lascia ampio margine di interpretazione. 

Evocativa e poco invadente, infine, l’iconografia permea tutta la pellicola: l’acqua ricorre dalla scena iniziale del mercato a quella della vasca da bagno, ricomparendo anche nel finale, suggerendoci quindi il titolo del cortometraggio vincitore del 40° Festival del Cinema Africano di Verona: Le Bain della regista Anissa Daoud. 

Menzione sociale: Tuk Tuk

Si tratta di una storia che incarna le vesti di denuncia sociale degli abusi e delle umiliazioni subite dalle donne di molti paesi, non solo in Egitto. Oltre che di donne, la storia è fatta di uomini che, pervasi dal desiderio di dominare, le infangano nei loro purtroppo vani tentativi di costruirsi il proprio spazio all’interno di una società ancora profondamente maschilista.  

La realtà descritta dal film è prossima, attuale, palpabile: penetra senza chiedere permesso alcuno nel cuore di spettatrici e spettatori, imprime in ciascun animo quel lacerante senso di amarezza combattiva di chi incontra l’ennesima ingiustizia.

La linearità e la trasparenza della narrazione ci fanno apprezzare il coraggio della protagonista che, nonostante le avversità, mantiene la propria integrità. L’obiettivo è uno solo: scoperchiare quel Vaso di Pandora, che racchiude problematiche sociali sempre più insostenibili, denominatori comuni estremamente ricorrenti: oltre all’emancipazione femminile, emigrazione, malattia, rapporti familiari….

Il risultato finale è quello di un forte coinvolgimento emotivo che conferisce grande valore a questa pellicola. 

La nostra menzione speciale va a Tuk Tuk, del regista egiziano Mohamed Kheidr.

  • PREMIO SPAZIO SCUOLE / GIURIA STUDENTI SANMICHELI

Premio Spazio Scuole: BINTI

Per la semplicità e l’allegria con cui il film si svolge, proseguendo lineare senza buchi di trama e con un buon ritmo che riesce a coinvolgere chiunque lo guardi. Per il messaggio chiaro e mirato che il film offre, trattando però anche temi attuali quali l’immigrazione, l’ambiente, i social (che per la protagonista sono come una seconda casa), l’amicizia e i sentimenti che nella narrazione in poco tempo abbiamo visto nascere inaspettatamente, la Giuria Studenti dell’Istituto “Sanmicheli” ha deciso di premiare Binti della regista Frederike Migom.

Menzione speciale: ANCORA UN GIORNO

Per la scelta dei registi di voler narrare una storia importante in un mix coinvolgente di animazioni e testimonianze reali dei protagonisti una menzione speciale viene attribuita anche al film “Ancora un giorno” dei registi Raúl de la Fuente e Damian Nenow.

  • PREMIO CINEMA AL DI LÀ DEL MURO / GIURIA DELLA CASA CIRCONDARIALE DI MONTORIO

Per l’attualità del film che affronta temi quali povertà, immigrazione, discriminazione femminile e ignoranza; per aver delineato la figura di una mamma determinata a farsi carico dei problemi di tutta la famiglia, svolgendo un lavoro prettamente maschile e assumendo entrambi i ruoli genitoriali, per la testimonianza molto importante di questa mamma/coraggio per i figli, per le donne e tutta la società….

Per tutti questi motivi la Giuria della Casa Circondariale di Montorio assegna il Premio Cinema al di là del muro al film TUK TUK di Mohamed Kheidr.

  • PREMIO DEL PUBBLICO IN SALA:
  • Miglior cortometraggio: Tuk – Tuk di Mohamed Kheidr
  • Miglior lungo: Lusala di Mugambi Nthiga
  • PREMIO “NEW GENERATION” assegnato dal voto del Pubblico Studenti della Sezione Spazio Scuole: BINTI
  • PREMIO DEL PUBBLICO WEB per la sezione Africa Short: TUK TUK