Seconda giornata di Viaggiatori & Migranti

Piume_01Due prime visioni nazionali per il martedì 8 novembre del festival nella sezione Viaggiatori&Migranti ospite come ogni anno al Teatro Camploy, con quattro proiezioni giornaliere. La prima, alle ore 18, vede il cortometraggio italiano Piume di Adriano Giotti, in cui si racconta la storia di Samuele che per lavoro uccide polli. Ha poco più di trent’anni ed è l’unico italiano che lavora in quel settore di una grande azienda alimentare. Tutti i giorni, otto ore al giorno. E odia gli extracomunitari. Di quel lavoro però ha un bisogno disperato. È disposto a tutto pur di tenersi stretta l’unica cosa che conti nella sua vita: suo figlio Elvis, un bambino di 6 anni. Ma quando un giovane collega senegalese gli salva la vita, qualcosa si cambia in lui. Perché essere in debito con qualcuno che si odia è la cosa peggiore che possa capitare.

A seguire Loro di Napoli di Pierfrancesco Li Donni. Il film mostra le storie di Adam, Lello e Maxime tre ragazzi che giocano nell’Afro-Napoli United, una squadra composta da italiani di seconda generazione figli di migranti provenienti dall’Africa e dall’America Latina. Le loro vite non sono facili per la difficoltà di farsi accettare come cittadini integrati, inoltre l’obiettivo di far giocare la squadra nei campionati Figc si scontra con l’ostilità e la lentezza delle leggi italiane. Ma grazie alla tenacia di Antonio, il presidente e fondatore dell’Afro-Napoli, i ragazzi ce la faranno e la squadra riuscirà ad iscriversi al Campionato federale di Terza Categoria.

Alle 21 si comincia con un’altra prima visione italiana, quella di Nkosi Coiffure della regista Frederike Migom. Il corto belga mostra due fidanzati che stanno litigando furiosamente in una strada del quartiere congolese di Bruxelles. Improvvisamente Eva, per sottrarsi al litigio, irrompe in un salone di parrucchiere. Le donne africane clienti del salone inizialmente tollerano la sua presenza comprendendo lo stato di difficoltà, ma quando apprendono i motivi del litigio, le opinioni mutano… E da Bruxelles si passa alla Nigeria e allo stretto legame che deve condividere con l’Italia per una questione di smaltimento di rifiuti. È questo ciò che racconta Devil comes to Koko del regista Alfie Nze, che, sente la necessità di capire quale sia il legame esistente tra due episodi di brutalità perpetrata dagli europei ai danni del suo Paese: la sanguinosa invasione inglese di Benin City del 1897 e lo scandalo dei rifiuti tossici scaricati nel 1987 a Koko, un villaggio nel delta del Niger. Un viaggio difficile alla ricerca di informazioni, tra verità nascoste e misteriose visioni, separate tra loro da quasi cento anni di storia.