Kandia


Nella lingua Bambara, in Burkina Faso, il termine kandia, composto dalle parole Kan (voce) e Dia (bellezza), significa “la bella voce”, ma anche “la bellezza che la voce produce”. Nel cuore di Lecce, in Puglia, un coro di voci cantano la propria umanità. Cantano in italiano, tamil, swahili… Un esempio di integrazione e di incontro tra popoli. Il desiderio alla base di questo progetto è quello di mostrare un tipo di rapporto tra “migranti” e “autoctoni” diverso da quello proposto dai media, al di là dei luoghi comuni polarizzanti e criminalizzanti. Kandia è un esempio di convivenza e d’interazione concreta, un atto semplice, umano, nel quale un uomo è uguale a una voce.

Il regista
Hamado Tiemtoré è nato nel 1983 in Burkina Faso. Si è laureato presso il CFRAV (Centro di Formazione e Ricerca in Arti dello Spettacolo) di Ouagadougou svolgendo un Erasmus Mundus. Nel 2005, incontra Amadou Buru, e diventa suo assistente all’interno della compagnia teatrale Feeren. Tra il 2008 e il 2011 studia teatro in Francia (Université Paris 8) e in Belgio (Université Libre de Bruxelles). Nell’ottobre del 2012 si trasferisce in Italia dove continua la sua attività artistica.
La sua ricerca intellettuale e artistica si concentra su questioni di identità e alterità nei paesi francofoni postcoloniali.

Filmografia
2012 – Grooving Lampedusa, cm

  • Titolo: Kandia
  • Regista: Hamado Tiemtoré
  • Nazionalità: Italia
  • Anno di uscita: 2014
  • Tipologia: Cortometraggio
  • Durata: 14 min
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  • Consigliato a:
  • Anno di presentazione al FCAVR: 2014
  • Anno di premiazione al FCAVR:

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